La storia

Montemaggiore al Metauro

Mons Major e le battaglie del Metauro

Il borgo murato di Montemaggiore, un tempo chiamato Mons Major, nacque in cima alla collina nel corso dell’alto medioevo. La prima fonte documentaria testimonia l’esistenza del castello già nel VIII sec. Il nome era chiaramente ispirato alla sua posizione dominante su tutta la valle. Come tutte le fortezze, era dotato di strutture difensive, torri e ponte levatoio, ma di ciò resta solo la poderosa cinta muraria.

In età rinascimentale entrò nell’orbita dei potentati vicini, appartenendo a fasi alterne a Fano, Mondavio e anche al ducato di Urbino, per poi ricadere nello Stato Pontificio fino all’Unità d’Italia, nel 1860.

Due battaglie, molto importanti per il successivo corso della storia, furono combattute sulle sponde del Metauro, nei pressi di Montemaggiore.

La prima, dai risvolti quasi mitici, risale ai tempi della II Guerra Punica, tra romani e cartaginesi. Nell’estate del 207 a.C. Il poderoso esercito di Asdrubale, nel tentativo di ricongiungersi con le truppe del fratello Annibale, accampato in Puglia, e schiacciare definitivamente Roma, con abili strategie militari venne raggiunto e sconfitto dalle legioni consolari di Claudio Nerone e Livio Salinatore. Sulle rive del fiume, presumibilmente nei pressi di San Liberio secondo le tesi più avvalorate, le fila dei cartaginesi vennero scompigliate, gli elefanti abbattuti e lo stesso Asdrubale decapitato.

Nell’agosto del 1944, durante la II Guerra Mondiale, da Montemaggiore partì l’offensiva degli alleati contro le forze d’occupazione nazista, trincerati lungo la “Linea Gotica”. L’intero stato maggiore anglo-americano, con a capo Winston Chirchill, diresse le operazioni dall’alto delle mura del paese, semidistrutto dal perdurare dei bombardamenti nemici. Da qui iniziò la liberazione del Nord Italia.

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